Progetto
Liberamente tratto dal libro "Sobrietà" di Francesco Gesualdi (Ed.
Feltrinelli) lo spettacolo "Sono Forse Io?" unisce il teatro alla musica, alla danza, alle proiezioni video.
Un musical per riflettere sulla salute del nostro pianeta, sulla povertà e sul potere del denaro, sulle multinazionali e sull'indifferenza nei confronti dei più deboli, su come ogni piccola scelta condizioni la vita nostra e degli altri.
Uno spettacolo per cambiare stile: scegliere quel che consumiamo e non lasciarci scegliere da quel che consumiamo.
Musiche e testi:
Antonio Giovannini e Cinzia Blangero
Coreografie:
Francesca Revelli
Regia:
Luca Armando:
Due giochi da bambino mi piacevano moltissimo: nascondino e mosca cieca. Era divertente nascondermi o cercare, bendarmi gli occhi oppure fuggire. Pensavo fossero giochi d'infanzia...eppure spesso, molti di noi persone 'mature', ancora ci giochiamo. Si, perché è tanto comodo nasconderci e non 'farci beccare', oppure bendarci gli occhi e fingere di non vedere. Sembra quasi che il saper farla franca sia diventata una virtù di cui vantarsi: 'sono riuscito beffare la finanza!' 'ho fatto i 200km/h in autostrada e non ho preso alcuna multa!' 'ho dichiarato di meno e mi è andata bene!', 'ho imbrogliato quel tale e neppure se n'è accorto!'.
L'atteggiamento del giocatore adulto è quello di agire senza scrupoli rimanendo ben protetto nel proprio covo segreto. Di fronte alla realtà o a qualche voce onesta si cambia gioco, ci si benda gli occhi soffocando senza troppi sforzi gli eventuali rimorsi che ci rimanda la solita coscienza. La Bibbia, nella sua disarmante capacità di essere attuale, fa dire a Caino prima e agli apostoli più tardi, una frase che, riassumendo ciò che ho detto finora, non può non scuotere, almeno il credente: 'Sono forse io?'. Dio chiede all'uomo di smettere di giocare, gli pone d'innanzi la malizia di quel gioco e l'uomo ribatte chiudendosi nel proprio io senza accorgersi che questo non è che il primo passo verso l'autodistruzione. Lo spettacolo 'sono forse io...
il custode di mio fratello?' l'ho scritto innanzitutto perché ho sentito l'esigenza di chiedere scusa ai giovani per il mondo che stiamo loro consegnando, un mondo fatto più di 'giochi' che di gesti d'amore, un mondo ricco di 'bende per occhi' e povero di mani disponibili a trascinare.
Il Musical propone poi alcuni atteggiamenti necessari per poter credere ancora in un mondo più giusto, più umano e più vivibile.
Antonio Giovannini.
Si, sono io il custode di mio fratello! Io, attore fondamentale sulla scena di questo mondo. Posso essere germoglio oppure bomba distruttiva, posso essere respiro oppure mano soffocante. E' il mio portafoglio gonfio che svuota la pancia di miliardi di esseri umani.
È la mia corsa sfrenata all'ultimo modello che rosicchia le poche materie prime che ci rimangono nel mondo. ....questa nostra terra che stiamo avidamente divorando!! Quale aria respireranno questi piccoli innocenti? Quale scusa inventeremo quando, ansimando, a quarant'anni, con i polmoni impiastrati di piombo ci chiederanno: perchè? Quando ci rinfacceranno la nostra ignoranza, il nostro menefreghismo, la nostra insensibilità e questa maledetta omertà!! Quando ci chiederanno il perchè del nostro silenzio, del nostro assenso, del nostro appoggio a questa enorme, vile, macchina di sterminio!! E quando ci mostreranno le foto di bimbi, immobili, senza vita, con la pancia vuota di cibo e piena di vermi.... ....e quelle di ragazzi, a terra, con gli occhi aperti e il petto devastato dalle armi, dalle nostre armi, quale scusa inventeremo? Ci arrampicheremo, imbarazzati, sugli specchi incontrando volti silenziosi e complici, oppure parleremo loro del nostro impegno grintoso per un mondo più giusto, più vero e più umano?



